— Il mondo, interruppe ella con voce che invano voleva render calma: il mondo dice altresì che fra quei merli di cui lamentavate poc'anzi la sorte d'esser piumati da quella donna, si trova eziandio il conte Amedeo Filiberto.

Ed egli a rispondere con cinica tranquillità:

— Voi spostate la quistione, cara contessa. È possibile che il mondo, dicendo ciò che voi avete ripetuto adesso, non dica nemmanco una bugia. Ma siete troppo intelligente per non capire come in questa commedia la parte onorevole sia di chi lascia le proprie spoglie, non di chi vive delle altrui.....

— Io non so vederci nulla d'onorevole per nessuno: disse seccamente la giovine donna.

Il marito s'inchinò di nuovo a suo modo.

Soit!... Ma, se vi piace, non divaghiamo oltre, per non prolungare fino al mattino questo colloquio che è per me un favore, ma che dubito possa essere per voi di molto divertimento. Quando adunque il mondo vede un giovane come quello di cui abbiamo detto, usare con troppa frequenza intorno ad una dama che è uno dei più begli ornamenti d'una sfera sociale a cui egli non appartiene, il mondo incomincia a domandarsi che razza di attinenze possa aver luogo fra quei due, poi biasima l'imprudenza della donna che si mette a repentaglio di voci maligne per causa di una relazione che non è degna di lei, poi ride del marito che la permette.

Candida era divenuta color del fuoco, ma lo sdegno e l'amore davano forza e coraggio al suo animo. Ebbe l'ardimento di guardar bene in faccia suo marito e gli disse con voce ferma e vibrata:

— Voi volete dire che mi sono compromessa?

— Il cielo me ne guardi! Per chi mi prendete voi, madama? La moglie del conte di Staffarda non può essere compromessa mai! Sapete bene che vi copre il mio blasone — e la mia spada.

Fu la volta di Candida d'inchinarsi leggermente.