— L'hai nelle branche?
Zoe scosse leggermente le spalle con atto che diceva: — Ne farei quel che voglio.
— Benissimo. È ricco, vanaglorioso, superbo ed imbecille. È fatto apposta....
— Per che cosa? Domandò come risentita la Leggera.
— Per quello che ne vuoi far tu: rispose freddamente Gian-Luigi.
Ella fece il suo solito moto di spalle e guardò in platea.
— Quell'animale piumato, te lo raccomando anzi specialmente. Non lo posso soffrire. Osa aver certe arie con me che meritano una lezione; e siccome avrei bisogno di mettere un centimetro di lama od una mezz'oncia di piombo nel corpo di qualcheduno, sono lì esitante nella scelta del mio piastrone o del mio bersaglio fra il conte di San Luca e il marchesino di Baldissero meno vuoto di cervello, e superbo del pari.
La Leggera si volse vivamente verso il suo compagno.
— No, il marchesino. È un bel giocattolo; una scatola magica inesauribile di confetti....
— Vuoi dire di marenghi?