— Ho l'onore di ripeterle, signor conte, disse a voce più alta Gian-Luigi, ch'ella si sbaglia. Quella ragazza lì non è punto francese; lo so di sicuro. E s'ella desidera, io son pronto a fare qualunque scommessa più le piaccia a questo proposito.

San Luca continuò come se nessuno avesse parlato.

— Il barone di San Silvestro fa ogni sorta di follie per quella furbacchiona lì. Dicono che le ha offerto una rendita di due mila lire il mese se la voleva abbandonare le scene e dedicarsi interamente a far felice l'amore cinquantenne di lui. Ella ha risposto che preferiva continuare a volare in punta di piedi sulle tavole del palco scenico e mangiarne quattro di mila lire al mese ai suoi molteplici adoratori.

Gian-Luigi lasciò che il conte pigliasse fiato; e poi con voce calma, tranquilla ma ferma ed elevata da superare il bisbiglio delle conversazioni di tutto il teatro e i suoni dell'orchestra, disse:

— Ella forse non ha badato, signor conte, che le ho diretto la parola e che sono ancora in credito d'una risposta?

Il contino, così direttamente interpellato, rivolse un superbo cipiglio verso chi gli parlava.

— Che? Pronunziò egli a mezze labbra. Ella dice? Siamo così lontani, che le sue parole non arrivano fino a me.

L'intenzione di questa frase era notata con evidente affettazione nella pronuncia.

Gian-Luigi rispose colla maggior calma e colla maggiore urbanità:

— La pregherò allora di farmi conoscere qual sia la distanza alla quale sono accessibili le sue orecchie.