— La vorrebbe farmi anche il favore di accompagnarmi a casa?

Il medichino si inchinò senza pronunziar parola.

Giunti nella sontuosa dimora della saltatrice, Gian-Luigi stette dieci minuti in compagnia di lei con tutto il riserbo che avrebbe potuto avere per una verginella, mentr'essa lo guardava sempre fiso con curiosa insistenza che poteva anche sembrare contrarietà. Il giovane si alzò, strinse la mano leggermente alla donna che stava sdraiata sopra la sua poltrona, e prese commiato dicendo:

— Avrete bisogno di riposo e vi lascio.

La Leggera non rispose a tutta prima, abbandonò freddamente la sua mano a quella fredda stretta, e con un solo cenno di capo rispose al saluto del giovane. Ma quando questi fu sulla soglia dell'uscio, mossa da un subito avviso, ella sorse di scatto, e fu in un salto innanzi a lui a contendergli il passo.

— Che strano uomo siete voi? Diss'ella piantando in faccia a Gian-Luigi i suoi occhi smaglianti, color del mare. Voi non cercate alcuna ricompensa al servigio che mi avete reso?

Il medichino fece un misterioso sorriso.

— Che ricompensa potrei domandare? Temerei essere indiscreto, o che a me stesso avesse a costar troppo caro quella che desidererei ottenere.

Zoe lo prese per mano e lo ricondusse a seder presso di sè sopra un sofà.

— Perchè non mi avete fatto mai la corte, voi? Diss'ella sfacciatamente, prendendo una delle sue mosse le più seduttive e procaci.