Gian-Luigi chinò la pistola, e parve non aver nemmanco il tempo di mirare, si tosto sparò.

Il conte s'accostò frettolosamente al cespuglio. Il fiore da lui additato era sparito, senza che nè l'una nè l'altra delle due frondi in mezzo a cui si trovava fosse menomamente scalfitta.

— Bel colpo! Diss'egli approvando anche con un cenno del capo. Bel colpo davvero!

Il medichino gettò là quell'arma da giocattolo e si riavvicinò al conte.

— Credo poter dare per sicuro di colpire nove volte su dieci.

— Cospetto! Esclamò il conte guardando coll'occhialetto la faccia tranquilla di Gian-Luigi. Ed a quel povero San-Luca, gli vorrà Ella fare molto di male?

Gian-Luigi mosse le labbra ad una smorfia quasi disdegnosa:

— Peuh! diss'egli, il meno possibile. Lo colpirò nell'avambraccio. Io non avrei voluto fargliene affatto di male; ed è perciò che dapprima fui così rimesso con Lei che Ella signor conte me ne avrà stimato fin troppo pacifico. Ma poichè, dal contegno che Ella ha tenuto con me, ho dovuto accorgermi che il signor San-Luca aveva le fiere intenzioni d'un gradasso ho deciso di lasciargliene un ricordo che lo ammonisca per l'avvenire ad essere meno insolente prima e meno tenace di poi nella sua prepotenza....

In questa un'ondata di voci allegre ed un rumore di stoviglie e posate giunse sino alla galleria dove stavano i due nostri interlocutori.

Il medichino s'interruppe: