Il conte Langosco gettò nel mucchio colle altre le sue carte dicendo freddamente:

— Ho perso; e se la consente raddoppio la posta.

Il banchiere fece un segno affermativo del capo.

— Cara contessa: riprese Langosco sorridendo con quella sua espressione che pareva sempre una ironia; la fortuna non vuole lasciarsi commovere nemmanco dalla vostra presenza, o piuttosto dove siete voi stima superfluo il venire ancor essa.

— Vuol dire che mi mandate via?

— No. Tutt'altro! non vorrei rubarvi di troppo al piacere di ballare ed all'ammirazione altrui.

— Ah! ecco il dottore! Esclamò ad un tratto Candida, la quale non potè tanto dissimulare che un lieve rossore non le corresse alle pallide guancie.

— Ah sì? Fece il conte alzando il viso e guardando al di sopra dei coprilumi colle ciglia serrate a suo modo.

Gian-Luigi si avanzava il cappello a schiaccia sotto l'ascella, guardando attentamente di qua e di là. Pareva, e forse era una finta, che non avesse visto nè il conte nè la contessa, ed il suo passo dirigevasi ad altra parte, quando il marito di Candida lo interpellò:

— Eh dottore, arrivate pur finalmente.