Quercia venne sollecito al tavolino dov'era il conte: salutò e strinse la mano a Candida, a Langosco ed a San-Luca.
— Arrivo tardi, non è vero?
— Oh sì: disse Candida lanciandogli un'occhiata di rimprovero.
— Sì proprio: soggiunse il marito con un accento che avrebbe potuto sembrare bonarietà a chi non conoscesse l'indole di quell'uomo.
— Spero tuttavia d'essere ancora a tempo per danzare una polka colla signora contessa, e per giuocare una partita con lei, conte.
— Sicuro; disse vivacemente Langosco. L'aspettavo appunto per codesto.
— Vorrebbe Ella mettere il giuoco innanzi alla nostra polka? Domandò la contessa, i cui occhi neri seguitavano a saettare rimproveri all'amante.
— Certo che no; e quando siasi ch'Ella voglia favorirmi...
— Subito: ecco appunto l'orchestra che incomincia a suonare.
Luigi offrì il braccio alla contessa, la quale vi pose sopra la sua piccola mano inguantata.