La sera di cui discorriamo, quella offensiva superbia aristocratica era già stata trovata maggiore ancora del solito dal povero Benda, il quale, malgrado la contraria risoluzione che prendeva ad ogni momento, non poteva trattenersi dal capitare presso la giovane aristocratica ed aggirarvisi sempre dintorno, proprio come intorno all'ardente fiammella fa la mal cauta farfalla.
Le parole della marchesa suonarono alle sue orecchie come un congedo sì evidente, che suo primo pensiero fu di allontanarsi senz'altro — beninteso per non ricomparir mai più, diceva egli fra se stesso. Ma non osò farlo di botto: quelle parole dette in un discorso particolare a cui egli non pigliava parte, dovevano passare come non udite da lui; e poi, fosse caso, o benigno proposito della nobil fanciulla dall'animo generoso, in quella la signorina gli rivolse la parola, e non glie ne parve un'illusione una maggiore gentilezza, quasi potrebbe dirsi dolcezza ch'ella aveva nell'accento e nello sguardo. Rimase; ma col cuore ulcerato e desiderando fra sè che uno di quei giovani sprezzanti gli desse una buona occasione di prendere la sua rivalsa.
Fra questi giovani nobili, il più acconcio a questo uopo era il cugino di Virginia, il marchesino di Baldissero. E con lui diffatti, come già sappiamo, avvenne la scena che interrottamente narrò ai suoi amici Benda medesimo.
I suoni d'un'aria di danza giunsero sino a quella più riposta camera ad avvisare i personaggi del nostro dramma, che si cominciava a ballare una polka.
Benda porse la destra inguantata alla giovane e le disse con un inchino:
— Ecco la polka che Ella mi ha fatto l'onore di favorirmi.
Virginia rispose con un sorriso, e sorse in piedi.
Il marchesino di Baldissero, fece un passo innanzi, come per mettersi frammezzo a sua cugina ed al cavaliere che le tendeva la mano.
— Pardon! Diss'egli con accento che nella sua apparente cortesia conteneva un'indicibile sprezzatura verso il Benda. Il signor avvocato avrà la compiacenza di aspettare un'altra polka perchè questa ha da esser mia.
Francesco volse verso il nobile uno sguardo che mostrava non domandar egli di meglio che trovare in quell'incidente l'occasione d'un conflitto.