— Questa compiacenza: diss'egli con tono in cui mal si celava il risentimento: questa compiacenza sarebbe veramente troppa, e non mi sento la forza di averla.

Qu'est-ce à dire? Domandò il marchesino levando il capo e inarcando le ciglia.

La ragazza s'intromise colla sua dolce voce così melodiosa e col suo sorriso così soave:

— Veramente questa polka la ho promessa all'avvocato Benda.

— Ah benissimo! Esclamò Baldissero con impertinente indifferenza. Ciò non toglie che io non domandi di ballarne teco una parte.

La ragazza si volse verso il giovane borghese con un legger cenno del capo, come per dire che in lui stava l'accordare o il rifiutare codesto.

Benda ebbe un istante la tentazione di negare asciuttamente ciò che il marchesino domandava: ma mentre esitava nella risposta, il nobile si affrettò a prendere il suo silenzio come un consenso.

— Siamo dunque d'accordo. Dopo il primo giro, l'avvocato mi farà il favore di cedermi il tuo braccio.

Il borghese non seppe trovare altra risposta fuori quella di chinar lievemente la testa. I giovani si avviarono tutti alla sala da ballo, eccetto la contessa Langosco che si disse stanca e non volle accettar la mano che le offriva un cavaliere. La marchesa si volse e le disse sotto voce col suo accento mordente ed incisivo:

— Come? Ella preferisce star qui con me a tutti i trionfi della gioventù e della bellezza che le spettano?