— Preferisco gli ammaestramenti dell'esperienza che potrei attingere dalla sua conversazione s'Ella me la favorisce.
La marchesa la guardò d'alto in basso con aria sovranamente orgogliosa e fece frusciare il ventaglio aprendolo e chiudendolo colla mossa elegante con cui usava civettare leggiadramente venti anni prima.
— Ah sì! Ecco un sentimento che le fa onore. E difatti potrei dargliene parecchi di questi ammaestramenti di cui mi pare la contessa Langosco abbisogni.
— Nè v'ha chi sia meglio in caso di darli della marchesa di Baldissero.
— Senta, cara contessa. Non facciamo guerricciuola a ripicchi, che fra noi non è il caso. Io provo un grande interesse per lei. La famiglia Langosco e quella di Baldissero sono congiunte in parentela. Ogni giovane donna d'altronde della nostra classe m'interessa..... e quando vedo alcuna commettere delle imprudenze, vorrei poterla amichevolmente ritrarre dal mal passo.
Candida si turbò, ma interruppe con accento offeso:
— Come crede Ella potere a me volgere ed applicare simili parole?
— Come? E non crede Lei che sia un'imprudenza il manifestare apertamente l'impazienza e il cattivo umore d'una protratta aspettazione. E poi, cessata quest'attesa, lasciare così facile il varco a interpretazioni che si dovrebbe fare in ogni modo da escluderle circa certe attinenze?
Candida fece un moto. La vecchia marchesa le pose con gesto famigliare l'estremità del suo ventaglio sopra il braccio.
— Permetta. Io non le parlo come una madre, nè come un confessore. Le parlo da amica... una vecchia amica che non è molto severa... Allez. E mon Dieu! non è il male che si fa quello che merita maggior condanna, ma quello che apparisce... Non dico già che vi sia il male, ma è molto peggio che si mostri senza esservi, di ciò che sia quando esista e si nasconda; comprenez-vous? E poi, se una donna può disporsi ad affrontare con coraggio certe permalosità sociali, alcune pruderies du monde, conviene ancora che la cagione per cui la si espone a questo modo sia tale da meritarlo.....